ROVIGO (LT) 21 - 22 - 23 settembre 2018

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EDUCATORE DI LUDOTECA

Chi afferma che il ludotecario sia un “tecnico” distinguendolo a priori da altre figure professionali impegnate nel campo dell’Educazione rischia inevitabilmente di sminuire la sua reale funzione educativa! E’ opinione scorretta e assai diffusa quella di credere che l’operatore di ludoteca sia solamente un “tecnico”. Certamente, parte integrante della sua professione consiste nel possedere le capacità sulle tecniche di progettazione e realizzazione di diversa natura: giochi, attività teatrali, costruzione dei giocattoli, laboratori artistici. Egli deve possedere una specifica preparazione di carattere tecnico-pratico, capace di svolgere la propria attività mediante la formulazione e la realizzazione di progetti ludico-educativi ma questo non basta per lavorare in Ludoteca! Il ludotecario è anche e soprattutto un “Educatore” e come tale agisce in contesti e con ruoli diversi: egli progetta, si occupa del found raising (ricerca fondi), costruisce un lavoro di rete con scuole e servizi, ma sviluppa anche capacità di ascolto, di dialogo e intense relazioni significative. Con professionalità e studio, egli aiuta e sostiene i processi di crescita di un individuo, utilizzando a tal fine il “gioco”. E’ il gioco il mezzo essenziale e lo strumento privilegiato che l’Educatore di Ludoteca utilizza perché è proprio grazie ad esso che egli ha la possibilità di educare i bambini e ragazzi. Ed è attraverso il gioco che i bambini imparano a conoscere il mondo, a sperimentare il valore delle regole e della trasgressione, a stare con gli altri, a controllare le proprie emozioni, a gestire situazioni di conflitto, a scoprire nuovi percorsi di autonomia. Oggigiorno la figura professionale dell'Educatore assume connotazioni diverse in base al contesto in cui opera: disabilità, prevenzione, devianza, emarginazione, socializzazione, interculturalità, creatività, ricerca, ecc. Il ludotecario le contempla tutte! Egli opera in contesti extrascolastici, gestione di spazi aggregativi per minori; agisce con percorsi educativi o con particolare sostegno diretto al singolo (o al gruppo) con situazioni problematiche. Ma attenzione: l’ambito lavorativo del ludotecario non può essere circoscritto unicamente alle situazioni problematiche! E’ bene ricordare che la “ludoteca” in collaborazione con la famiglia, con la scuola, con gli Enti locali e le ASL (Servizio Materno Infantile) funge, peraltro, da centro privilegiato per l’inserimento di bambini svantaggiati. Il suo obiettivo è quello di svolgere un’azione preventiva e di recupero inserendo questi bambini in una comunità, in un gruppo di gioco e in tutte quelle attività ludiche che spesso vengono loro precluse. Questo, però, non vuol dire che la ludoteca è un servizio assistenziale. Essa non ha il compito precipuo della custodia dei minori; pertanto, non è un servizio speciale. Può servire anche a chi ha problemi, ma deve essere un servizio per tutti, conservando il significato culturale e pedagogico del servizio stesso. Sono, quindi, particolarmente importanti quei percorsi formativi che prevedano esperienze di animazione, che stimolino le abilità personali di comunicazione e di ascolto, di mediazione del conflitto, di risoluzione del problema, di formulazione di domande capaci di provocare la curiosità ed il desiderio di sapere. Il ludotecario dunque, è un “educatore” a tutti gli effetti, è questo l’argomento di studio di questo corso di formazione FLAIG. La conoscenza delle tecniche è importante per il buon andamento delle attività, ma quello che è altrettanto importante è la “conoscenza psicopedagogica”. Essa si acquista, considerando le applicazioni pedagogiche, con uno studio attento della psicologia, con l’osservazione e con un contatto diretto con i bambini. Con l’aiuto della psicologia il ludotecario riuscirà a comprendere la loro personalità, la motivazione, la loro capacità ad apprendere, gli stili cognitivi, i comportamenti interpersonali; giorno dopo giorno, imparerà a conoscere i bambini come “persone” e non semplicemente come uomini in miniatura che trascorrono alcune ore stabilite in uno spazio chiamato ludoteca. L’aiuto della pedagogia invece, contribuisce a definire i criteri generali e ottimali di un intervento educativo e poi suggerisce i metodi i con quali attuare una particolare forma di attività. Alla pedagogia spettano compiti di varia natura: la pedagogia constata, verifica i fenomeni dell’educazione; fissa gli obiettivi, orienta, guida il processo di formazione dell’uomo. La pedagogia, è oggi chiamata Scienze dell’Educazione e col termine “Scienze” si dichiara per la stessa pedagogia l’esigenza di una base scientifica. Essa si avvale, delle tecniche di osservazione sistematica e di sperimentazione, impiegate del resto anche da altre scienze come la psicologia, la sociologia, l’antropologia culturale, ecc. Il ludotecario è chiamato ad avvalersi di queste competenze; deve acquisire, cioè, il metodo di ricerca scientifica. La sua formazione non è compiuta, se egli stesso non possiede gli strumenti di ricerca scientifica. Attenzione, però, che fare ricerca non è cosa da poco e richiede una lunga preparazione e l’acquisizione di una vera e propria disponibilità all’osservazione e alla sperimentazione. Oggigiorno all’Educatore di Ludoteca sono richieste specifiche competenze di tipo specialistico, conoscenze psicologiche, pedagogiche, metodologiche e didattiche e non solo “tecniche”!

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